Si raccolgono in questa pagina oggetti ed attrezzi legati all’estrazione dei minerali, in particolare le lampade da miniera. Le lampade sono quasi tutte provenienti dalla Repubblica Ceka e dalla ex Germania dell’est, poiché in queste regioni la cultura e le attività minerarie permettono ancora di ritrovare pezzi rari e ben conservati che testimoniano gli stenti ed i sacrifici del minatore.
Le nostre lampade da miniera sono quasi tutte realizzate per funzionare a benzina.
Questo combustibile, a differenza del carburo di calcio, produce un quantitativo limitato di residui di combustione; ciò permetteva di impiegare queste lampade in miniere profonde e con scarso ricambio di aria, peraltro tipiche dell’area mineraria tra Repubblica Ceka e Germania. Alcune di queste lampade sono dotate di un doppio filtro di rete ricoperte da una paratia metallica e sono le cosiddette “Lampade di sicurezza” che potevano essere impiegate in cantieri minerari a rischio “grisou”. Il doppio filtro e la paratia tenevano distante la fiamma libera dall’ambiente circostante mantenendo così basso il rischio di incendio o di esplosione. Molte delle nostre lampade sono realizzate interamente in ottone e mostrano spesso diversi segni di riparazioni effettuate con lo stagno. Altre sono realizzate in ottone e ferro, alcune solo in ferro. Il vetro diffusore è frequentemente più recente della lampada (è il pezzo più spesso rotto o danneggiato) ma comunque è realizzato con le stesse caratteristiche in uso nei primi del novecento.
Per la datazione delle lampade, quando è possibile, vengono citati i testi in cui è presente una documentazione attendibile. Nel caso non ci sia un riferimento bibliografico ci rifacciamo alla testimonianza del collezionista che ci ha fornito l’esemplare.
Interessante è notare che il progresso tecnologico ha coinvolto anche la realizzazione di queste lampade: si nota infatti che i pezzi più vecchi, quelli dei primi del ‘900, non hanno nessun metodo di accensione azionabile dall’esterno (occorreva aprire la lampada per accenderla), mentre dagli anni 1915-1920 si sviluppano degli appositi acciarini che sfregando un frammento di pietra pirica provocavano la scintilla di accensione. In seguito, dagli anni ’40, l’acciarino a sfregamento viene sostituito da una pietrina, del tutto simile agli accendini moderni, per giungere fino agli esemplari più recenti che hanno un accendino a molla sollevabile per posizionare la scintilla vicino allo stoppino, e garantire così un’accensione rapida e sicura.
Queste lampade sono tutte potenzialmente funzionanti ma il loro utilizzo è puramente decorativo e collezionistico, pertanto non si risponde di malfunzionamenti o eventuali incidenti causati da un utilizzo azzardato di questi oggetti.
Queste lampade erano anche da supporto ai minatori per verificare l`eventuale presenza di gas pericolosi, noto è che la fiamma si comporta in maniera differente in funzione del gas comburente presente nell`atmosfera, nelle norme di utilizzo della lampada vi era la prescrizione di verificare lo stato dell`aria nei diversi cantieri il minatore poteva quindi tenere sotto controllo il tenore di grisou eventualmente presente osservando il corretto funzionamento della sua lampada ed in particolare l’altezza ed il colore della fiamma. Su un manuale del minatore spagnolo si raccomandava periodicamente di sollevare la lampada con fiamma normale verso l’alto e se la fiamma si allarga abbassa a terra la lampada e chiama il sorvegliante, quel posto è pericoloso e via via spiegava le varie procedure per “quantificare” il grisou (fiammella bassa e così via) ed eventualmente evacuare o chiamare il sorvegliante. La verifica di maggior precisione constava nel ridurre la fiamma a circa 3 mm di altezza, si sollevava quindi la lampada che, se produceva una aureola azzurra era in presenza di grisou e a seconda dell`altezza dell`aureola variava il contenuto di questo gas che se superava il 2% prevedeva l`immediata evacuazione del cantiere e lo spegnimento di tutte le lampade. Purtroppo anche tutte queste precauzioni e prescrizioni non hanno impedito le immani tragedie che hanno colpito migliaia di incolpevoli minatori che con grande sacrificio scendevano quotidianamente nelle viscere della terra per un misero salario, spesso appena sufficiente a sfamare una famiglia.
E` pensando anche a loro che dobbiamo apprezzare ed interpretare questi ”pezzi” di storia delle miniere.
|